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Mal di Schiena: l’Efficacia dell’Azione Combinata tra Terapia ed Esercizio Fisico

Il mal di schiena è un disturbo particolarmente comune che colpisce persone di tutte le età; sebbene i sintomi possano essere di diversa natura, è possibile classificarli in due forme: acuti o cronici. Nella maggior parte dei casi infatti, si presenta come un dolore episodico di breve durata, di qualche giorno o alcune settimane, che si risolve in modo spontaneo o con un intervento terapeutico da parte di uno specialista, in altri invece il dolore persiste per anche più di 12 settimane.

Possono verificarsi episodi acuti di mal di schiena quando vengono effettuati sforzi eccessivi, subiti traumi o si sono assunte posture sbagliate che generalmente provocano tensione, rigidità delle strutture legate alla colonna vertebrale e stiramenti. Il dolore dovuto ad un eccessivo sforzo sorge in modo brusco e determina una marcata contrattura e un’intensa percezione di fastidio alla pressione dei muscoli coinvolti.

Il mal di schiena può presentarsi con un’intensità di dolore variabile e continua, e può manifestarsi in differenti parti del corpo

  • se il dolore viene avvertito al rachide cervicale si tratta di cervicalgia
  • se il dolore compare nella regione toracica si tratta di dorsalgia
  • se si avverte dolore nella regione lombare si tratta di lombalgia
  • se il dolore coinvolge anche il nervo sciatico ( dolore anche sui glutei e nella fascia posteriore dell’arto inferiore) si tratta di lombo-sciatalgia
  • se il dolore coinvolge anche il nervo femorale (fascia anteriore dell’arto inferiore) si è in presenza di una lombo-cruralgia

Una vita sedentaria, posture scorrette, contrazioni muscolari anomale oltre ad altre patologie infiammatorie della struttura ossea, muscolare e nervosa che compongono la schiena possono incidere notevolmente sulla comparsa di dolore.

In altri casi, il mal di schiena può essere completamente slegato da problemi che coinvolgono il rachide, ma derivare da problematiche dell’apparato gastrointestinale o del cavo orale o, ancora, da problemi a carico della mandibola o dei denti o, in casi molto rari, da patologie vascolari.

Localizzando in maniera precisa il dolore, individuando la sua intensità e la sua durata e monitorando i momenti della giornata in cui si accentua, si può stabilire con precisione la natura del disturbo. E’ comunque consigliabile chiedere sempre un parere medico per determinare la causa precisa del dolore e trovare la giusta terapia.

Quali Soluzioni Adottare

Per ridurre l’intensità del dolore nel tempo più breve possibile, recuperare la capacità lavorativa individuale ed ottenere la scomparsa completa dei sintomi, se non vi sono gravi cause sottostanti, è opportuno trovare la terapia adeguata a seconda del disturbo e valutare se è il caso di abbinarla ad altre soluzioni per trovare rimedio.

Le Terapie

Ci sono diversi rimedi per il mal di schiena che prevedono l’uso di strumenti fisioterapici, alcuni di essi sono:

1) La Magnetoterapia

Una pratica di medicina alternativa che sfrutta i benefici dei campi magnetici a scopo curativo e riabilitativo. Agendo sul nostro corpo, tramite l’azione dei campi magnetici è possibile ristabilire l’equilibrio biochimico delle cellule qualora questo sia deteriorato e recuperare la corretta funzionalità della stessa membrana cellulare. In questa tecnica, vengono utilizzate onde del tipo non-ionizzanti che non essendo invasive, non vengono assorbite dagli organi o dai tessuti ma esercitano su di essi solo un’azione biofisica.  E’ consigliato ricorrere alla Magnetoterapia nelle cure di patologie caratterizzate da dolore, infiammazione, deficit funzionale e vascolareI benefici di questa pratica sono molteplici e riguardano spesso azioni antinfiammatorie, rinforzanti per il sistema osseo con l’aumento e la mineralizzazione  delle ossa e di cicatrizzazione. Un ciclo di sedute di magnetoterapia, affinché risulti efficace, generalmente va dalle 10 alle 30 sedute che durano ciascuna dai 20 ai 30 minuti. La magnetoterapia è controindicata nei casi di persone portatrici di pacemaker o defibrillatori cardioverter e donne in gravidanza.

2) Tens

La Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea, è una tecnica di elettroterapia utilizzata per curare situazioni di dolore acuto o cronico. Tramite il passaggio di corrente elettrica a bassa tensione attraverso la pelle, vengono stimolate alcune specifiche fibre nervose. Per mezzo di placche elettroconduttive che si dispongono sulla parte del corpo dolorante vengono diffusi degli impulsi indolori che attivando fibre nervose riducono la percezione del dolore.  Con la funzione riabilitativa della Tens si può ridurre notevolmente il dolore alla schiena ristabilendo le normali condizioni fisiologiche. Per far sì che la terapia sia efficace e che il dolore sia attenuato è fondamentale controllare l’intensità della corrente erogata, perché sia correttamente utilizzata è necessario mantenere la sensazione di formicolio attiva per tutta la durata della seduta. Della Tens si può usufruire anche per lunghi periodi perché si tratta di una tecnica terapeutica senza particolari effetti collaterali o complicazioni.

3) Gli Ultrasuoni

Una delle tecniche più efficaci e indicate contro il mal di schiena, viene utilizzata spesso dai fisioterapisti e non implica l’assunzione di farmaci è quella che prevede l’utilizzo degli ultrasuoni. Grazie alla trasmissione degli stessi nel tessuto cutaneo, viene trasmesso del calore in profondità che si ritiene possa aumentare il metabolismo tissutale locale, la circolazione sanguigna , la flessibilità del tessuto connettivo e accelerare la rigenerazione cellulare riducendo il dolore e aumentando la mobilità. Sono consigliate sedute da 10-15 minuti al giorno per dieci giorni e sono controindicate in casi di osteoporosi, ematomi o stati infiammatori.

4) La Ionoforesi

La Ionoforesi, è una tecnica che consiste nella somministrazione di un farmaco puro, senza necessità di abbinarlo ad altre sostanze col compito di veicolarlo ed eventualmente tamponarlo, nell’organismo. L’introduzione del farmaco avviene per via transcutanea sfruttando una corrente continua che viene emessa da un determinato strumento; senza arrecare nessun danno ad organi o tessuti la ionoforesi permette agli ioni di legarsi a specifiche proteine plasmatiche consentendo al farmaco di avere un effetto prolungato. La somministrazione del farmaco tramite la ionoforesi, a parte la sensazione iniziale di leggero fastidio, è praticamente indolore. Questa pratica viene principalmente utilizzata come trattamento per la sintomatologia dolorosa di artrite, artrosi e sciatica e fa parte delle tecniche di elettroterapia.  Attraverso un apposito generatore di corrente continua a bassa intensità si crea un campo elettrico che trasmesso da due elettrodi, uno positivo ed uno negativo, fornisce tramite la pelle il medicinale nella zona interessata. E’ consigliato un ciclo di 10-15 sedute della durata di 25-30 minuti.

Gli Esercizi per Alleviare il Dolore 

Consultando un medico o comunque uno specialista, per verificare che non ci siano controindicazioni alla pratica, si possono abbinare a dei cicli di terapie degli esercizi fisici volti ad alleviare più velocemente il dolore alla schiena. Alcuni di questi sono:

  • Esercizi di Allungamento (stretching)

Nonostante la loro esecuzione al termine di percorsi riabilitativi specifici, venga spesso sottovalutata, risulta invece di fondamentale importanza per il pieno recupero fisico. Per curare ma soprattutto per prevenire il mal di schiena è opportuno mantenere attiva l’elasticità muscolare. Tramite questa tipologia di allenamento è possibile alleviare le tensioni ed allungare la muscolatura paravertebrale e lombare. Risulta un allenamento efficace anche per mantenere le strutture vertebrali elastiche e mobili ed acquisire un corretto controllo posturale.

  • Respirazione Diaframmatica

Generalmente per alleviare il dolore alla schiena vengono adottati diversi rimedi ma difficilmente si pensa che una corretta respirazione possa risolvere il problema. Fra le poche cause certe della comparsa del mal di schiena invece, troviamo proprio lo scorretto uso del diaframma e la scarsa conoscenza delle sue funzioni. Questo muscolo oltre ad essere primariamente funzionale alla respirazione, permettendo di immettere aria nei polmoni per dare ossigeno al corpo, fa sì che i carichi sui dischi intervertebrali e su tutte le strutture che contribuiscono al complesso meccanismo di stabilizzazione della colonna vertebrale diminuiscano. Per ogni atto respiratorio, a riposo o sotto sforzo, il diaframma si contrae e scende in direzione della cavità addominale per introdurre l’aria all’interno dei polmoni e, nel medesimo tempo, si presenta un aumento della pressione all’interno della cavità addominale che mette in tensione i muscoli della parete addominale contribuendo così alla stabilizzazione della colonna vertebrale. Le persone che durante la respirazione non attivano sufficientemente il diaframma e che conseguentemente hanno una ridotta funzionalità dei muscoli addominali, sono più vulnerabili all’insorgenza del mal di schiena. L’attivazione ripetuta e sostenuta dei muscoli superficiali della schiena provocano così l’aumento della compressione delle vertebre e dei dischi intervertebrali e, di conseguenza, la comparsa del dolore. E’ dunque importante sia nella cura che nella prevenzione del dolore lombare la funzione posturale del diaframma per assicurare l’attivazione corretta della muscolatura.