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Lesioni della spalla: riabilitazione con il Kinetec e con la chirurgia

La spalla è l’articolazione più mobile e quindi più complessa del nostro corpo. È composta da tre ossa: omeroclavicola e scapola che sono legate tra loro mediante muscoli, tendini e legamenti. Tutte queste strutture devono consentire da un lato una grande mobilità, ma allo stesso tempo devono garantire la massima stabilità durante tutti i movimenti della spalla. Per ogni movimento del braccio vengono coinvolti numerosi muscoli che si attivano e disattivano secondo delle precise “catene cinetiche”.

Da questo si può capire quanto sia importante che durante ogni movimento del braccio e della spalla tutte le strutture coinvolte facciano il proprio “dovere” in maniera corretta e al momento giusto.

Frequentemente le lesioni alla spalla sono di origine traumatica: una caduta, un incidente o dei microtraumi ripetuti come avviene in alcuni sport, tipo il tennis, provocano delle rotture sia di tendini e legamenti, sia delle parti ossee.
Per riparare alcune lesioni è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

L’importante è rivolgersi ad un ortopedico veramente conoscitore di spalla, che sappia effettuare al meglio l’intervento secondo le ultime tecniche chirurgiche, e non sono in molti ad essere veramente competenti!

Dopo l’intervento chirurgico, di norma, viene prescritto il kinetec spalla. Esistono apparecchi di ultima generazione che permettono, nella prima fase post-intervento il graduale recupero della funzionalità.
In ogni caso è comunque necessario fare un’appropriata fisioterapia alla spalla.
Il primo obiettivo è quello di eliminare rapidamente il dolore e l’infiammazione alla spalla, con terapie strumentali di ultima generazione come la Tecarterapia, che aumenta il flusso sanguigno facendo un ricambio cellulare e scaldando in profondità il muscolo.

L’instabilità della spalla

La spalla costituisce inoltre l’articolazione meno stabile ed i sintomi e segni di instabilità sono estremamente frequenti. Nell’instabilità di spalla sono comprese sia la lussazione che la sublussazione che si possono verificare durante la normale escursione articolare della spalla.

La lussazione di spalla si verifica quando la testa dell’omero, l’osso lungo del braccio, fuoriesce dalla cavità glenoidea della scapola, mentre la sublussazione è caratterizzata da una parziale dislocazione dei capi articolari. Queste condizioni generalmente si verificano a seguito di una caduta diretta sulla spalla o sull’arto superiore disteso.

Dopo una lussazione di spalla è necessario che essa venga ridotta. Questo significa riportare i capi articolari nella posizione normale in tempi brevi, sia per far passare il dolore, sia per evitare complicazioni neurologiche periferiche. La riduzione viene eseguita in genere al pronto soccorso dove si esegue una radiografia prima e dopo la riduzione e si applica al paziente un tutore.

In seguito alla lussazione è molto probabile che si siano verificate delle lesioni capsulo-legamentose che non si evidenziano con una semplice radiografia. Questi danni capsulari e legamentosi, se non trattati, aumentano di moltissimo la probabilità di una recidiva, soprattutto in relazione al tipo di attività che si svolge con la spalla lussata.

Il tutore non è curativo per queste lesioni e non lo è neanche il trattamento fisioterapico.
 Dopo una lussazione di spalla, bisogna sempre eseguire quindi una risonanza magnetica. Se la risonanza magnetica evidenzia delle lesioni capsulari o legamentose, per ripararle è necessario eseguire un trattamento chirurgico. L’intervento viene eseguito in artroscopia e consiste nell’inserimento di mini ancoraggi che riposizionano i tessuti staccati all’osso nella stessa posizione prima del trauma.

L’importante è rivolgersi ad un ortopedico veramente conoscitore della spalla che sappia effettuare al meglio l’ intervento, secondo le ultime tecniche chirurgiche.

La riabilitazione in un primo momento viene svolta con il kinetec spalla per aumentare gradualmente i gradi di abduzione. Quelli di ultima generazione permettono di lavorare su tutti i piani di lavoro (elevazione, abduzione e rotazione). Sarà poi il fisioterapista con tecniche manuali e strumentali a ristabilire la perfetta mobilità.

Tendiniti e sindrome da conflitto subacromale (periartrite)

La tendinite è un processo infiammatorio che interessa un tendine. I tendini sono delle strutture anatomiche estremamente resistenti che permettono l’inserzione di un muscolo all’osso.

Nelle tendiniti che interessano la spalla, il tendine del capo lungo del muscolo bicipite ed i tendini che compongono la cuffia dei ruotatori solitamente si infiammano perché vengono irritati dal microtrauma causato da una struttura ossea presente all’estremità laterale della spalla quando si solleva il braccio.

Questo microtrauma, se reiterato nel tempo, può provocare la cosiddetta sindrome da conflitto subacromiale con ispessimento ed infiammazione a livello dei tendini. 
Un tempo, ma spesso ancora oggi, queste patologia veniva e viene chiamata periartrite, ma questo é un termine improprio.

Tutti gli sport e le normali attività quotidiane che coinvolgono la spalla possono causare irritazione dei tendini che compongono la cuffia.
 Se l’irritazione di queste strutture, che si manifesta con dolore soprattutto notturno o nei movimenti di elevazione del braccio al di sopra del capo si protrae, l’artroscopia permette di eliminarne le cause e riparare il danno.

Le lesioni della cuffia dei ruotatori

La cuffia dei ruotatori, come abbiamo detto, è costituita da un gruppo di muscoli e rispettivi tendini che connettono la porzione superiore del braccio con la scapola. Se un individuo è affetto da una lesione della cuffia presenterà dolore acuto, infiammazione e limitazione nella elevazione del braccio.

Tutta questa sintomatologia è particolarmente evidente quando il braccio viene sollevato sopra il capo. Solitamente il danno alla cuffia dei ruotatori si determina quando è presente un conflitto subacromiale che viene trascurato, per un sollevamento eccessivo di pesi o in seguito ad una caduta sulla spalla. Il chirurgo è in grado, grazie alla metodica artroscopica, di risolvere la sintomatologia dolorosa e riparare la lesione della cuffia.

Corpi mobili articolari

In taluni casi il chirurgo può impiegare le metodiche artroscopiche per rimuovere i corpi mobili articolari che sono costituiti da frammenti di osso e cartilagine.
Questi corpi mobili endoarticolari, che spesso costituiscono gli esiti di pregresse patologie come fratture, lussazioni, artrosi o artrite, sono in grado di provocare dolore intenso ed episodi di blocco articolare della spalla.

La spalla rigida

Denominata anche capsulite adesiva, la spalla rigida presenta una progressiva limitazione dei movimenti della spalla.

L’infiammazione cronica delle formazioni anatomiche periarticolari provoca un ispessimento con retrazione dei tessuti capsulari articolari ed il movimento della spalla sembra essere “congelato”.
 La spalla rigida può insorgere spontaneamente oppure è connessa ad altre patologie. Se un individuo tiene ferma l’articolazione scapolo-omerale a causa di una patologia dolorosa può sviluppare una rigidità.

Il trattamento artroscopico associato ad un programma di esercizi riabilitativi è in grado, ed è spesso l’unico modo per risolvere questa condizione estremamente invalidante.

I difetti condrali della superficie articolare

I difetti condrali della superficie articolare gleno-omerale sono i segni di un processo artrosico. Con l’evolvere di questa patologia le porzioni della superficie articolare degenerate possono staccarsi e formare corpi mobili endoarticolari all’interno della spalla.

La metodica artroscopica permette di trattare queste alterazioni della superficie articolare e rimuovere i corpi mobili. Nella eventualità ci trovassimo di fronte a un processo artrosico avanzato è necessario eseguire un intervento di protesi di spalla.

Affidati agli esperti per curare la tua spalla

Come abbiamo già sottolineato, qualunque sia il trauma che colpisce questa articolazione è fondamentale un’appropriata fisioterapia alla spalla.

Le nostre macchine sono dotate di protocolli preimpostati per un uso domiciliare facile ed intuitivo.

Il noleggio dell’apparecchio kinetec prevede la consegna gratuita entro le 48 ore dalla chiamata. Verrà spiegato il funzionamento dell’apparecchio, fornendo tutte le indicazioni necessarie per poter svolgere la terapia nel modo più efficace e confortevole.

Gli apparecchi vengono consegnati laddove possibile da un nostro incaricato o spediti in tutta Italia in robuste valigette.